Sergio Casarano di 65 anni, Giovanni Faniulo di 46 anni, Pasquale Dinoi di 36 anni, sono tre persone con delle cose in comune. Tutte e tre avevano delle famiglie, tutte e tre dei progetti per la propria vita, tutte e tre si alzavano ogni mattina per andarsi a guadagnare ciò che serve per vivere, di tutte e tre possiamo parlare solo al passato perché sono morte. E sono morte proprio mentre lavoravano.

Ma la politica le conta e s’indigna, come se non fossero persone ma a mala pena piantine perse a causa di una siccità imprevedibile ed incontrastabile, come se morire facesse parte del gioco.

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