La morte di Paolo Casucci (18 anni) studente e rider, per sostenere i costi della frequentazione universitaria, ci farebbe venire in mente che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno. Ora, sorge spontanea la domanda se sia poi così necessario, per individuare le persone che onestamente si recano a lavoro, creando quello che, come recita la Costituzione, è il progresso materiale e spirituale della nostra società, contarli in questo modo. Se poi è così che questo Paese intende valorizzare giovan3 e lavorator3. Ma forse, per uscire dalla retorica, dovremmo risponderci cinicamente che sì, questo è il mondo che riteniamo di costruire, con un disgrazia incipiente a riempire chiese, chiacchiere politiche e prime pagine dei giornali.

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