C’è uno iato che sembra incolmabile fra gli annunci su giornali e notiziari e quello che le persone si trovano a vivere quotidianamente. Chiunque faccia una breve conversazione con il personale scolastico, sia esso ATA, educatore o docente, si trova da subito di fronte a lamentele fondatissime rispetto al lunghissimo ed incerto cammino del precariato, personale insufficiente a garantire anche solo la sorveglianza, strutture inadeguate, forniture insufficienti. Ecco, questa è esattamente la versione reale del mantra “tagli all’istruzione”, solo che quando ascoltiamo il telegiornale la frase sembra la proclamazione di una venuta mistica e mai provata, con la seconda invece ci sbattiamo la faccia a lavoro, come genitor3, come student3. Per non parlare delle conseguenze che un sistema educativo e formativo inadeguati provocano nella società.
E allora chi di noi può pensare di non partecipare alla piazza di protesta di Roma, il 25 ottobre?
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