Questa mattina, nel corso dell’Assemblea generale della CGIL, durante le conclusioni, Maurizio Landini ha citato l’intervista di un’esponente del Governo, secondo il quale la CGIL non starebbe firmando i rinnovi dei contratti collettivi nazionali per antipatia nei confronti del governo.
Il Segretario Generale ha dedicato tempo a spiegare anche a chi lavora o segue altri settori il semplicissimo motivo che ha spinto FP e FLC a non firmare: il governo, a fronte di un’inflazione sul triennio del 18%, ha imposto, senza alcuna intenzione di aprire una trattativa, un aumento del 5,97%. Sostanzialmente, ha programmato una perdita del potere reale d’acquisto di medic3, infermier3, insegnanti, personale amministrativo di tutti gli enti di più del 12%. E questo, è bene ricordarlo, per spingere lo Stato ad arretrare e le persone che possono permetterselo ad alimentare il mercato privato, e destinare soldi agli armamenti.
La Meloni, d’altronde, come ricordato anche da Montanari, ha più volte scritto che secondo lei il problema del lavoro in Italia, sono i sindacati.
E allora no, non firmeremo e sciopereremo, ma non perché ci sta antipatic3 qualcun3, ma perché da sempre difendiamo il lavoro, quello dignitoso descritto nella nostra Costituzione.
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