La Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda. Resta quindi valido il decreto della Corte d'Appello di Milano che ordina la fermata dell'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto. Secondo i giudici l'impianto è dannoso per la salute, a causa delle polveri disperse nell'aria e dell'amianto negli altiforni.

Il giorno prima, a Palazzo Chigi, governo e sindacati avevano firmato un documento in sette punti. Contiene impegni sulla continuità produttiva, sulla cassa integrazione in deroga anche per chi lavora nell'indotto e sulle uscite anticipate. Si parla anche di riconoscere come usurante il lavoro nel ciclo integrale, con risposte attese entro metà dicembre. La Fiom chiede di accelerare e di riconvocare subito il tavolo.

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